Voce Narrante: Antonella Puddu
Trexenta
🎧 Benvenuti in Trexenta, cuore antico della Sardegna.
Qui, nella parte centro-meridionale dell’isola, tra dolci colline e incantevoli pianure che si tingono di colori diversi a ogni stagione, si apre davanti a voi una terra intrisa di fascino, mistero e memoria. È un paesaggio che incanta, che muta con la luce e con il tempo, rivelando lentamente i suoi segreti più profondi: tesori nascosti dal passato e restituiti al presente per raccontare storie antiche, ancora vive.
Questa è una terra generosa, fertile, attraversata da corsi d’acqua e scolpita dal lavoro degli uomini che l’hanno abitata per millenni. Una regione a vocazione cerealicola, dove il sudore dei padri ha tracciato linee dorate tra campi di grano e colline ondulate, lasciando un’impronta che parla ancora oggi
Osservando il paesaggio, noterete una vegetazione varia e vibrante: la macchia mediterranea che si adagia sui rilievi, le chiome solenni dei lecci e delle querce che proteggono pascoli tranquilli, mentre sui pendii ricoperti di lentisco e cisto trovano rifugio le specie che qui hanno scelto casa.
La storia della Trexenta affonda le radici nella preistoria. Ce lo raccontano i tanti siti archeologici disseminati nel territorio: dimore antiche, luoghi sacri e necropoli che testimoniano una presenza umana viva e intensa. Le domus de janas, le “case delle fate”, sono sepolture scavate nella roccia,
vere opere d’arte rupestre del Neolitico recente. Le troviamo in luoghi suggestivi come S’Acqua Salida e Corongiu a Pimentel, Is Concas e Riu Sa Mela a Guasila.
Uno dei siti più affascinanti è la necropoli ipogeico-megalitica di Pranu Siara a Suelli: un luogo unico, che ci riporta al III e II millennio avanti Cristo. E ancora, i circoli megalitici di Cuccuru Turri, a Siurgus Donigala, dove pietre imponenti custodiscono antichi riti e misteri.
A raccontarci l’evoluzione del culto dei morti ci sono le monumentali Tombe dei Giganti – in particolare quelle di Sa Mandara a Guasila e di Muttas Nieddas a Gesico – costruzioni che sembrano appartenere al mondo del mito, eppure sono reali, tangibili, emozionanti.
Tra le scoperte più straordinarie della Trexenta, spicca un simbolo identitario potente: la Dea Madre di Turriga. Questo prezioso idolo, uno dei più belli del Mediterraneo, è stato rinvenuto tra Senorbì, Selegas e Ortacesus, ed è il volto senza tempo di un culto antico e profondo.
La civiltà nuragica ha lasciato segni maestosi anche qui. Il nuraghe Piscu di Suelli, perfettamente conservato, è tra i più imponenti dell’intera regione e parla ancora oggi della grandezza di un popolo che non smette di affascinare.
Non stupisce che già in tempi lontani, altri popoli del Mediterraneo siano stati attratti da questa terra. I numerosi reperti ritrovati nella necropoli di Monte Luna, a Senorbì, confermano l'importanza di questo centro negli scambi e nelle culture antiche.
E poi l’epoca romana, che ci ha lasciato tracce preziose come la necropoli di Mitza de Siddi a Ortacesus. Il tempo scorre, e arrivano anche le influenze bizantine, visibili nei culti e nei monumenti che hanno attraversato i secoli fino a noi. A concludere il viaggio, le chiese romaniche, numerose e suggestive, che punteggiano il paesaggio come custodi e protettrici dei fertili campi.